08 Luglio 2020
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CORRIERE DELLO SPORT

La società aveva chiesto ai calciatori di non giocare e aveva comunicato anche lo stop agli allenamenti, loro hanno deciso di scendere in campo lo stesso. E hanno vinto. Una favola in stile moderno arriva da Carovigno, nella provincia settentrionale di Brindi-si, un comune di 17mila abitanti con la squadra in Promozione. Qualche anno fa il Carovigno aveva conquistato anche l'Eccellenza, 1na questo è invece un momento nero. Screzi n-a la dirigenza del club e l’amministrazione comunale, botta e risposta nella scorsa settimana poi la decisione: titolo nelle mani del sindaco e allenamenti sospesi. «La squadra non si è allenata più dopo giovedì, perché la società ci ha comunicato che era tutto finito -il commento del tecnico, Ivan Termite -. È stata una domenica rocambolesca, nel nostro piccolo una vera e propria favola». Alla prima esperienza da allenatore, Termite ha sostituito a stagione in corso Nicola Zella, che si era dimesso dopo un avvio difficile per tanti motivi: «Non entro nel merito di quanto successo tra società e amministrazione comunale, però ci tengo a sottolineare che il club è stato molto corretto. Ci hanno detto di andare via e di trovare sistemazione per il mercato di gennaio, noi con il calcio ci viviamo e sono stati schieni e diretti. Magari tanti altri avrebbero preferito andare avanti e tirare vivendo alla giornata, questo lo abbiamo apprezzato».
IL RACCONTO. Termite arriva allo stadio comunale di Carovigno attorno alle 16.30 per l'allenamento di ieri, perché nonostante tutto inizia un'altra settimana di passione come sempre. Il tecnico racconta così la domenica pazzesca vissuta e l'idea di scendere in campo: «La Juniores ha giocato, volevano chiudere col botto, anche se hanno perso. Noi ci siamo ritrovati domenica mattina a Carovigno con il direttore sportivo ( Giuseppe Greco, ndr) e abbiamo deciso che volevamo salutare tutti giocando anche noi. Il direttore ha inviato un messaggio sul gruppo whatsapp della squadra, poi abbiamo iniziato a fare delle telefonate. Era quasi mezzogiorno, alle 14.30 giocavamo a Leverano (una trasferta per nulla vicina, per altro). Abbiamo chiesto una mano ad alcuni dirigenti per organizzarci con le macchine e siamo andati, non siamo nemmeno partiti tutti insieme». A Leverano per giocare, detto, fatto. «Non abbiamo neanche pranzato, non c'era il portiere e ho giocato io in porta». Termite ha chiuso a maggio scorso una lunga carriera tra i campionati dilettantistici pugliesi come portiere, giocando anche in piazze importanti comeB rindisi e Grottaglie, oltre che a Carovigno. «I ragazzi avevano tutti preso impegni, ovviamente e non tutti hanno potuto disdire - prosegue l'attuale tecnico rossoblù -. Ho chiesto al mio vice Giuseppe Toteo di venire almeno per il riscaldamento, perché poi aveva già un impegno. È venuto, ci ha guidati nel riscaldamento ed è andato via. Poi è iniziata la partita». E chi pensava che il Leverano avrebbe passeggiato si sbagliava di grosso: «Siamo passati in svantaggio, abbiamo recuperato la rete e poi abbiamo completato la rimonta nel secondo minuto di recupero. Roba da non crederci».
FUTURO. Un successo che è valso anche ad avvicinare tanta gente al calcio di Carovigno: «Sì, - ammette Termite -, adesso la gente sa di noi e la città si è stretta attorno a questa realtà. Probabilmente potrebbero esserci anche delle novità dal punto di vista societario ... ». Ma per scaramanzia, probabilmente, si ferma. Tra oggi e domani potrebbe arrivare l'ufficialità di una cordata di imprenditori intenzionati a rilevare il titolo dalle mani del sindaco. Il peggio forse è passato, ma Carovigno ha vinto. E ha vinto nonostante tutto.

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