05 Aprile 2020
News

CAROVIGNO, IL PALLONE È UNA STORIA A LIETO FINE

di GIANLUIGI DE VITO

Non fa strano che il gustoso del calcio sia servito nei campionati del sottoscala. Nelle paludi dei rodei regionali, a furia dischiodare nel fango, vengono fuori sgaloppate da favola e risultati fantasmagorici. E quella che stiamo per raccontare è una storia a lieto fine che la dice lunga sul «potere morbido» della Promozione. Il Carovigno, squadra di campanile della cerniera tra Trulli e Mare d'amare, milita nel girone B di Promozione. Lo fa col singhiozzo di chi fatica, ad ogni trasferta, a racimolare i soldi per pagare il gasolio e riempire i serbatoi delle auto dei calciatori per diletto. SEL'acqua s'è fatta così bassa che il nucleo dei dirigenti ha annunciato di dover staccare la spina: non ci sono più spiccioli per continuare a giocare, tanto vale ritirare la squadra dal campionato. La settimana dopo l'annuncio funereo trascorre nel mutismo, ma non nella rassegnazione. Domenica 17 del mese dei morti, cinque minuti dopo il mezzogiorno buio di vento e pioggia, parte un messaggio d'orgoglio in chat: «Che ne dite se andassimo lo stesso a giocare a Leverano e chiudere al meglio il peggior anno?». Accovacciare borsoni e radunare i dispersi suona come un miracolo. I calciatori poveri del Carovigno ci provano. Ne mancano tre, della truppa titolare. Portiere compreso. E il centrocampista di riferimento, Diego Motti, schiuma di rabbia: non riesce a cambiare il turno in fabbrica, dunque, slaccia le scarpette. I tre so «assenti per lavoro». O per impegni non ameni. Si parte lo stesso. L'Armata Brancaleone arriva negli spogliatoi di Leverano appena cinque minuti prima della palla al centro. Serve un Leicester per affrontare la partita e non agonizzare nell'indifferenza riservata all'umanità dolente. Ci pensa il trainer a inventare la ricetta con un lampo alla Ranieri: Ivan Termite, 37 anni, ex portiere (comparse in D da under con l'Ostuni) ha dismesso i guantoni appena a dicembre scorso. Da un mese e mezzo, allena il Carovigno. A Leverano, inforca di nuovo i guantoni, per fare numero. Ivan in campo fa il terribile tra i pali e i suoi calciatori squattrinati sfidano l'impossibile. Risultato: Carovigno batte Leverano 2-1 e ricaccia i leccesi in quel penultimo posto sul quale stagnavano i carovignesi. Che adesso, messa la freccia, si sentono autorizzati a crederci negli spareggi salvezza. Per carità, il mondo minore del pallone vaga sulle croste delle difficoltà. Ma vale la pena assecondarlo di tanto in tanto. Non fosse altro per illudersi che il calcio per passione non tramonterà mai. E che, in terza classe, c'è un'umanità aumentata, quella fatta di più anima che gol. Il potere morbido della Promozione fa miracoli.




Fonte: la gazzetta del mezzogiorno

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